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Tutte le camere hanno parcheggio e cortile privato, riscaldamento, angolo cottura e aria condizionata.

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Maneggio NEWS

Modena: definiti orari campionati italiani carrozze
Modena 2000 - 31 ago 2006
... Per i più piccoli, dai 4 anni in aventi domenica dalle 16,30 alle 18,30 battesimo gratuito sul pony all'interno del maneggio permanete.

Ritrovati tre cavalli rubati
Telereggio - 31 ago 2006
... commissione. Nel maneggio erano infatti custodite anche selle di notevole valore, che però sono state lasciate al loro posto.

Tutte le NEWS    

Fisiologia e Anatomia
del Cavallo

Rapporti estetico-funzionali

Un cavallo lo si definisce "bello" quando ogni parte del corpo è in armonia con l'insieme. Da ciò si deduce che un cavallo bello è anche proporzionato e quindi funzionale. Vediamo per esempio come un difetto estetico vada quasi sempre ad incidere sulla struttura e nella dinamica di un cavallo.

Testa grossa: già normalmente il peso del cavallo grava in maggior misura sul treno anteriore, quindi un aumento di peso non fa altro che provocare un ulteriore squilibrio in avanti con logorio degli anteriori.
Narici piccole: il cavallo respira solo attraverso il naso, quindi maggior apertura significa respirazione migliore.
Collo corto: ad esclusione del trotto in tutte le altre andature il cavallo fa un grande uso del suo bilanciere naturale che è il collo. In particolare nel galoppo e nel salto esso usa questo bilanciere per riequilibrare i rapidi spostamenti di peso. Quindi una buona incollatura è molto indicata nei cavalli da sella.
Reni lunghe: è questo un difetto che diminuisce la capacità di sopportare carichi e non permette al cavallo di portare bene sotto di se i posteriori limitandone la capacità propulsiva.
Petto stretto: anch'esso limita la capacità polmonare e normalmente data la vicinanza degli arti, provoca attinture.

La testa
La testa del cavallo può essere di colore uniforme o con chiazze bianche che possono essere classificabili in:

La stella è una piccola macchia bianca a forma di rombo e ben definita.
Il fiore è una piccola macchia bianca non ben definita.
La lista è una lunga striscia bianca e stretta che, solitamente, parte dal ciuffo e arriva al naso ma può essere anche interrotta e, in questo caso, prende il nome di lista interrotta, oppure larga che prende il nome di Stella prolungata
Taglio, liscio o bevente è una macchia bianca sul naso chiamata anche infarinatura se comprende tutto il naso. Essa è tipica dei cavalli islandesi.
La mascherina o bella faccia è una macchia bianca che comprende tutto il muso e, spesso, uno o entrambi gli occhi che diventano azzurri.
La testa e il corpo del cavallo possono presentare anche dei remolini ovvero dei punti in cui il pelo cambia direzione e possono essere classificabili in:

Remolino semplice che si dirama intorno ad un punto centrale e sembra un piccolo vortice;
Remolino spigato è una linea centrale che separa un tratto di peli indirizzato verso l'alto e un tratto verso il basso;
Remolino sinuoso è un remolino la cui linea di separazione non è dritta ma a S mandando un ciuffo verso l'alto.
L'occhio, talvolta, può essere circondato da una sclera bianca e viene chiamato, in questo caso, "occhio umano". E' tipico della razza americana appaloosa.


I mantelli
Per il mantello si intende il complesso dei peli che rivestono il corpo del cavallo, proteggendolo dagli agenti atmosferici. Esso è l'elemento tra i più significativi nella distinzione tra i soggetti.

Possiamo suddividere i mantelli in:

  • Semplici
  • Composti: a due colori separati; a due colori mescolati; a tre colori mescolati
  • A due pelami

    Mantelli semplici
  1. Bianco (albino)
  2. Morello (nero)
  3. ordinario: privo di riflessi
  4. gaietto: nero brillante
  5. maltinto: con alcune zone che tendono al grigio-marrone
  6. zaino: privo di peli bianchi
  7. Sauro (rosso)
  8. ordinario: color cannella
  9. dorato: con riflessi dorati
  10. isabella: con peli che tendono al giallo
  11. ciliegia: rosso intenso
  12. castagna: che tende al marrone
  13. bruciato: caffè tostato
  14. metallico: come il bronzo
  15. pel di vacca: sauro in tutte le sfumature, ma con coda e crini molto chiari
  16. fegato: mischiato con il roano fragola e il sauro

    Mantelli composti a due colori separati
  17. Baio: formato da peli marroni localizzati alla testa, al collo al torace e agli arti, in alcuni soggetti tendenti al rossiccio, mentre i peli sono neri nei crini e nella coda. Il mantello di fondo è sauro in tutte le sfumature, mentre la pelle, in alcuni soggetti, potrebbe tendere al grigio.
  18. Isabella
  19. Falbo
  20. Sorcino: è dato da colorazioni diverse sullo stesso pelo, ma non da peli di diverso colore.

    Mantelli composti a due colori mescolati
  21. Grigio: il grigio detto anche leardo è un mantello formato da peli bianchi e neri mescolati; questi si possono distinguere da altri tipi di grigi, in cui lo schiarimento del mantello, avviene progressivamente con l'avanzare dell'età dell'animale. Questi soggetti possono nascere bai, sauri o morelli, ma mai grigi: si schiariscono, man mano che invecchiano, diventando sempre più bianchi.
  22. Ubero: è costituito da peli rossi e bianchi, mescolati più o meno uniformemente.

    Mantelli composti a tre colori mescolati
  23. Roano: presenta una mescolanza di peli bianchi, rossi e neri.
  24. Palomino: è color oro; esso è formato da 3 colori: neri, bianchi e dorati. I crini sono bianchi o bianco crema.

    Mantelli a due pelami
  25. Pezzato
    In generale un mantello viene definito zaino quando si presenta di colore uniforme senza macchie di alcun genere e senza peli bianchi.


    Altre particolarità
    Le macchie bianche sulla fronte sono chiamate marcature, secondo la posizione e l'estenzione che possono avere, prendono vari nomi: stella, lista, fiore, taglio, mascherina, ecc...

    Le balzane sono macchie bianche più o meno estese alle regioni inferiori degli arti.


    Difetti di appiombo
    I difetti di appiombo si stabiliscono tramite delle linee immaginarie dette appunto linee di appiombo,queste vengono tracciate con l'animale tenuto in stazione quadrupedale forzata e successivamente con l'animale a riposo.In base a queste linee è possibile stabilire eventuali difetti di appiombo.

    I difetti di appiombo possono essere più o meno gravi ma tutti predispongono a malattie degli arti ed interferiscono nella dinamica del cavallo. Mediamente il peso di un cavallo si aggira sui 450 kg che vengono scaricati a terra tramite arti relativamente piccoli. Ecco quindi che ogni variazione delle linee di appiombo viene a procurare un sovraccarico di alcune parti rispetto ad altre con conseguente affaticamento e deterioramento.

    Inoltre bisogna tenere presente che durante il movimento oltre all'aumento dei carichi dovuto alla velocità, si avranno problemi di traiettoria e difficoltà di passaggio con possibilità di attinture agli arti. Da quanto detto si deduce che tutta la morfologia esterna del cavallo è importante ma sono ancor più importanti gli arti e gli appiombi, specie per un cavallo da sella.


    La ferratura
    In natura il cavallo compensa la crescita continua della parete esterna dello zoccolo il naturale consumo dell’unghia (semplicemente camminando); questo ciclo di rinnovo dura circa 9 mesi. Per i cavalli domestici l'attività deambulatoria è molto maggiore poiché vengono utilizzati per attività sportive e/o lavorative ed è ulteriormente aggravata dal tipo di terreno (selciato, asfalto, sentieri ghiaiosi...). Per ovviare a ciò si mette un ferro sotto lo zoccolo in modo da prevenirne il consumo. Questo però impone che a cadenza regolare (40 giorni circa) lo zoccolo venga pareggiato, cioè accorciato manualmente da un maniscalco. Se ciò non avvenisse il cavallo si troverebbe con gli zoccoli troppo lunghi che causerebbero problemi alla deambulazione stessa. Ferrare un cavallo è un’operazione seria e delicata che se svolta da mani inesperte potrebbe causare danni irreversibili.

    Il Movimento per il cavallo scalzo (noto anche come Barefoot movement) sostiene che la ferratura non sia indispensabile e sottolinea i vantaggi dell'uso del cavallo scalzo.


    L'alimentazione
    Il cavallo è un mammifero erbivoro e migratore. Ciò ha influito nella sua evoluzione con un aspetto esteriore ed una conformazione interiore capace di sfruttare al meglio l'ambiente. Notiamo perciò che l'apparato digerente è strutturato per ricevere piccole ma continue quantità di cibo. Prendiamo in esame, brevemente, questi apparati:


    I denti
    Il cavallo maschio adulto ne ha 40 mentre la femmina 36 (perché mancante degli scaglioni) così distribuiti: 12 molari, 12 premolari, 4 scaglioni, 12 incisivi che a loro volta si distinguono in: 2 picozzi, 2 mediani e 2 cantoni (o laterali). Gli spazi tra gli incisivi e i premolari sono detti barre. Dopo la nascita si ha l'eruzione dei denti da latte che verranno via via sostituiti dai permanenti, ed al quinto anno di età si dice che il cavallo ha la "bocca fatta". Con la masticazione si ha un continuo consumo della tavola dentaria, che però viene compensato da una costante crescita del dente. Quindi è possibile stabilire con discreta esattezza l'età del cavallo in base alla forma della tavola dentaria degli incisivi inferiori.


    L'apparato digerente
    Osservando una tavola di anatomia del cavallo ci salterà subito all'occhio la sproporzione tra lo stomaco e l'intestino. Lo stomaco ha una capacità relativamente piccola (15/18 litri) mentre l'intestino è enormemente più grosso. Tutto ciò porta ad una conclusione e cioè che il cavallo potrà assumere poco cibo per volta, ma in continuazione in modo da tenere sempre rifornito il grosso intestino. Quindi non potendo far pascolare liberamente il nostro cavallo, faremo in modo che la sua razione giornaliera venga suddivisa in più pasti con un minimo di tre.


    Gli alimenti
    L'alimentazione di un cavallo viene stabilita in relazione al peso, all'età, alla razza, al sesso ed la lavoro svolto. Quindi distinguiamo principalmente tre tipi di razione:

    di mantenimento (cavallo a riposo);
    di lavoro semi leggero (mezz'ora al giorno o saltuariamente)
    di lavoro pesante (una o più ore al giorno)
    Gli alimenti che concorrono alla nutrizione del cavallo sono:

    Fieno: il migliore è quello maggengo o di primo taglio da prato polifita. Deve avere un colore giallo-verdognolo ed essere privo di muffe e polveri.
    Avena: fra le granaglie è la più appetitosa con maggior potere energetico, pur risultante alquanto eccitante. Anch'essa deve essere asciutta e priva di muffe, polvere e semi estranei.
    Orzo: è più nutriente dell'avena ma meno eccitante. È preferibile somministrarlo schiacciato.
    Crusca: ha scarso potere nutritivo, ma in piccole quantità nei pastoni risulta rinfrescante.
    Erba: per erba si intende quella fresca o al massimo quella appena appassita. Contiene un'elevata percentuale di acqua e quindi per raggiungere il corrispondente del fieno ne va somministrata una quantità maggiore, anche se con molta attenzione dato che può provocare fenomeni di fermentazione.

    Regole di alimentazione
    Abbeverare sempre prima dei pasti;
    Somministrare sempre nell'ordine: fieno-concentrati;
    Non effettuare repentini cambiamenti di dieta;
    Non somministrare farine o crusche senza averle preventivamente bagnate;
    Affettare sempre carote, barbabietole, mele onde evitare ostruzioni
    Il cavallo non consumi la razione di fieno per terra se scuderizzato in quanto si può abituare al sapore delle profende con conseguenze all'apparato digerente, ma comunque in basso in modo da rispettare la posizione naturale del pascolo e permettergli di non ingerire e respirare la polvere;
    I semi di lino vanno dati sempre ben cotti a causa della loro tossicità;
    Nella stalla si può spargere un po' di sale oppure attaccare sul muro un blocco sempre di sale

    Le cause del dimagrimento
    Mancanza di cibo totale o parziale dovuta a problemi ai denti, alle zampe, cattiva qualità di cibo
    Stress
    Diminuzioni stagionali di elementi nutritivi nei foraggi
    Convalescenze
    Cattivo assorbimento, diarrea cronica
    Carenze proteiche
    Parassitosi intestinali ed ectoparassiti (Pidocchi, zecche)
    Malattie croniche (enfisema)
    Malattie al fegato, pancreas, rene, cuore
    Gravidanza, allattamento
    Tumori
    Vecchiaia

    Riproduzione
    Questa sezione sull'argomento cavalli è solo un abbozzo. Se puoi, contribuisci ad ampliarla.
    Durata gestazione: circa 11 mesi

    Punteggio alla condizione fisica
  1. Estremamente emaciato: totale assenza di grasso, colonna vertebrale visibile, pochissima muscolatura presente sulle ossa, anch'esse visibili.
  2. Emaciato: poco grasso, poca muscolatura, ossa prominenti
  3. Magro: costole visibili chiaramente, l'inizio della coda si vede, ma non si vedono le vertebre, il grasso copre i processi trasversi e parte di quelli spinosi delle vertebre.
  4. Moderatamente magro: costole appena visibili, linea dorsale visibile come una leggera cresta
  5. Moderato: le costole si sentono ma non si vedono, linea dorsale dritta
  6. Moderatamente carnoso: grasso presente sulle costole e attorno all'origine della coda, la linea dorsale è dritta o incavata
  7. Carnoso: piega dorsale definita, costole ricoperte da grasso ma ognuna può essere palpata, grasso su collo e groppa.
  8. Grasso: linea dorsale incavata, collo spesso, grasso lungo il garrese, dietro le spalle e all'interno delle cosce.
  9. Troppo grasso: linea dorsale molto incavata, grasso sporgente su collo, groppa, cosce, spalle, intorno alla coda.
    Il punteggio ideale, in riferimento alle razze da sella, è:

    4: per un cavallo sportivo;
    5: per un puledro in crescita;
    6: per un soggetto in riproduzione.

    Scuderizzazione
    I locali nei quali vengono ricoverati i cavalli devono essere ampi, non umidi, arieggiati. La temperatura ambiente non deve superare i 20 gradi d'estate e non scendere sotto i 5 gradi in inverno. Il cavallo può essere tenuto in scuderia nei seguenti modi:

    In posta:
    Il cavallo viene tenuto sempre legato alla mangiatoia con una corda munita di contrappeso in modo da tenere la stessa sempre tesa onde evitare incidenti. I lati della "posta" sono delimitati dai "battifianchi" che possono essere in legno o in muratura o mobili. Le dimensioni di una posta fissa sono: largh. min.120 cm lungh.300 cm. In alcuni casi le poste sono utilizzate come semplice ricovero momentaneo.

    In box:
    È di gran lunga la sistemazione migliore. Esso è costituito da un locale a pareti lisce, di dimensioni variabili da un minimo di cm 250 X 300 ad un massimo di cm 400 X 400 con ai due angoli opposti la mangiatoia per i concentrati ed il beverino dell'acqua. Nel box il cavallo viene tenuto libero in modo da permettergli di coricarsi e muoversi con un certo agio.

    Sia nel "box" che nella "posta", il pavimento deve essere di materiale poco assorbente e facilmente lavabile, con una leggera inclinazione verso il tombino di raccolta delle urine. Esso inoltre và ricoperto con un buon strato di paglia di frumento asciutta e non polverosa (che il cavallo userà anche come alimento complementare), oppure può essere utilizzata una "lettiera" di trucioli ben puliti da corpi estranei.

    Per quanto riguarda l'alloggiamento del cavallo, il box è necessario: d'inverno e d'estate garantisce una temperatura moderata, anche se è responsabilità umana fare in modo che questa non crei problemi all'animale. Non è necessario però tenere il cavallo rinchiuso tutto il giorno: esiste infatti una terza sistemazione, e cioè lasciarlo libero al pascolo, o paddok. Questa è un'alternativa comoda anche per quanto riguarda l'alimentazione, perché il cavallo sa perfettamente regolarsi sulle quantità e preferisce consumare più pasti al giorno, piccoli e continui. Inoltre ha la possibilità di fare più movimento e di stare con i suoi simili. Per contro, però, il cavallo è anche più soggetto a parassiti e malattie che in un box certamente non contrarrebbe. Va semplicemente seguito di più. Un altro svantaggio è che, spesso, ci si dimentica di farlo muovere proprio perché si pensa che da solo il cavallo si sfoghi abbastanza. In realtà non è propriamente così, e per quanto possa galoppare il lavoro con l'uomo è indispensabile e contribuisce alla formazione dell'esemplare. Inoltre bisognerebbe somministrargli l'acqua a mano, perché se dovesse ammalarsi con un abbeveratoio automatico non si capirebbe mai se il cavallo beve o meno, problema frequente anche nei box. Invece l'ideale sarebbe poter controllare, per assicurarsi che il cavallo non rischi la disidratazione (possibile anche in inverno)


    Finimenti
    Nel corso del rapporto millenario fra uomo e cavallo, si è assistito ad una contemporanea evoluzione della bardatura del cavallo. L'ideazione dell'imboccatura, favorita dalla particolare anatomia della dentatura del cavallo, sembra essere contemporanea alla domesticazione. Molto posteriore la scoperta della sella, ulteriormente e drasticamente migliorata dalla scoperta della staffa; altrettanto importante, per l'uso del cavallo da traino, la scoperta del collare rigido. Ancora posteriore la scoperta della ferratura, attribuita a popolazioni nordeuropee in epoca medioevale.


    Imboccature
    Esistono vari tipi di imboccatura ed ogni disciplina fa uso di quello ad essa espressamente dedicato. La principale e più importante distinzione distinzione è quella tra morso e filetto.

    Il filetto è caratterizzato dall'assenza di barbozzale; il cannone può essere snodato o dritto, dotato agli estremi di anelli singoli o multipli. Questi agiscono principalmente sulle commessure labiali. Più i cannoni sono sottili, più l'imboccatura è "forte". Un morso diritto è più duro di un morso snodato. Ci può essere la presenza di cuoio o gomma per addolcirne l'azione. Questa imboccatura è usata principalmente nei puledri e nelle scuole di equitazione per i principianti.
    Il morso è caratterizzato dalla presenza di un barbozzale. Agisce sulle barre con un effetto leva dovuto al barbozzale che funge da fulcro e agli archi che fanno da bracci. Più gli archi sono lunghi, maggiore sarà la forza dell'azione del morso. Si usa un morso con passaggio della lingua se è troppo grossa per stare tra la mandibola e l'imboccatura.
    L'hackamore è caratterizzato dalla mancanza di morso nella bocca del cavallo. Viene utilizzato principalmente all'esterno.

    Selle
    Esistono diversi tipi di sella:

    Sella da salto
    Sella da dressage
    Sella da completo
    Sella tuttofare
    Sella western
    Sella da endurance

    Addestramento
    Anche i temi dell'addestramento e della tecnica di monta hanno subito un'evoluzione storica e una differenziazione locale. In funzione delle necessità di utilizzo, si sono sviluppati stili e tecniche di addestramento differenziate; alcune tecniche tradizionali sono rimaste confinate a specifiche aree geografiche ("monte da lavoro" maremmana, Camargue, sudamericana ecc). Una particolare monta da lavoro, la "monta western", ha assunto un grande rilievo e viene largamente praticata anche a scopi di svago e sportivi. La cosiddetta "equitazione classica" europea, sviluppata particolarmente per scopi militari, ha avuto origine dalle Scuole di Equitazione dei famosi cavallerizzi italiani, primo fra tutti Giovan Battista Pignatelli. In ambito sportivo la vera e moderna rivoluzione è stato il "Sistema di Equitazione naturale" ideato dal capitano di cavalleria italiano Federigo Caprilli. Venne cos' chiamato dallo stesso Caprilli, che per metterlo a punto studiò e capì il modo in cui assecondare sia i movimenti del cavallo che rispettarne la sua indole generosa e collaborativa; il metodo ha tanto successo che ancora oggi i risultati migliori nell'equitazione sportiva (salto ostacoli e completo) li ottengono i cavalieri che si attengono a questi dettami.

    Le diverse tecniche di addestramento condividono comunque molti punti importanti, ed è sorprendente la modernità e la profondità delle considerazioni risalenti a Senofonte, generale greco del IV A.C., di cui si è conservata buona parte di un trattato di equitazione (Sull'equitazione).

    Molte tecniche di addestramento attuali la cosiddetta (doma dolce), molto spesso dette di "Approccio Etologico o Naturale", hanno preso le mosse da alcuni metodi empirici di estrema efficacia utilizzati da alcune tribù di nativi americani; molti di questi metodi, dimostratasi etologicamente validi, sono stati codificati e resi pubblici da reti editoriali commerciali.


    Spettacolo
    Un uso marginale, ma ancora attuale, del cavallo è quello spettacolare, in particolare in ambito circense; la Spagna, patria dell'Alta Scuola, ospita inaspettatamente un uso spettacolare del cavallo estremamente cruento, in una delle fasi della corrida.


    Altre nazioni come la Francia con il CADRE NOIR di Saumur e l'Austria con la Scuola Spagnola di Vienna hanno una grande tradizione di "Alta Scuola".

    Cadute da cavallo [modifica]
    Occorre prestare attenzione alle cadute da cavallo. In commercio esistono alcuni strumenti per prevenire i danni da caduta.


    Cap
    È di fatto il casco di ogni cavallerizzo e amazzone. È obbligatorio[citazione necessaria] ed i maneggi più attrezzati dispongono all'occorrenza di cap a noleggio. Attenzione alla possibile trasmissione di pidocchi.


    Guscio
    Il guscio protegge la schiena da danni che possono anche essere rilevanti (si rischia in alcuni casi anche la paralisi). Ci sono in commercio diversi tipi di gusci. In ogni caso il guscio è vivamente consigliato.


    Ippoterapia
    Un uso molto recente del cavallo, basato sia sulla fortissima carica emotiva connessa al rapporto uomo-cavallo che a peculiari aspetti psicomotori connessi all'equitazione, è la cosiddetta ippoterapia o riabilitazione equestre, consistente nell'uso del cavallo come strumento di riabilitazione umana.


    Lezioni dalla natura
    Il cavallo appartiene agli animali domestici di domesticazione plurimillenaria, derivante da progenitori selvatici attualmente estinti. Come è avvenuto per altre specie di antica domesticazione, un'intensa attività di selezione ha permesso l'isolamento di tipi e di razze con ampia variabilità morfologica, temperamentale ed attitudinale. Tuttavia ogni tipo ed ogni razza mantiene intatta la propria capacità di sopravvivere e prosperare allo stato selvatico, mostrando fra l'altro una grande capacità di adattamento ad ambienti molto diversi, caratterizzati spesso da condizioni climatiche molto severe.


    Il maggior numero di cavalli inselvatichiti è ospitato dalle aree semidesertiche del West americano, dove sono indicati come Mustang. A torto ritenuto una "razza", il Mustang americano, con le sue leggendarie doti di velocità, vigore, resistenza e grazia, rappresenta l'insieme dei tratti comuni ad ogni razza di cavallo esistente, pronti a manifestarsi di nuovo non appena le circostanze lo permettano. Lo studio scientifico dell'ecologia, dell'etologia e della fisiologia del Mustang e di altri cavalli inselvatichiti in varie località del mondo è iniziato molto recentemente, ed appare molto promettente per le possibili ricadute sul miglioramento delle tecniche di gestione dei cavalli domestici e per la revisione radicale di opinioni largamente condivise, ma fondate su tradizioni (alcune particolarmente radicate e diffuse) più che sull'evidenza scientifica. In particolare, da alcuni anni è stata rimessa in discussione l'effettiva necessità della ferratura ed è stato sottoposto ad analisi critica, su basi fisiopatologiche, l'uso del morso; anche il problema della conformazione e la rigidità delle selle è oggetto di ricerca e sperimentazione
 

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