Rapporti
estetico-funzionali
Un cavallo lo si definisce "bello" quando
ogni parte del corpo è in armonia con
l'insieme. Da ciò si deduce che un cavallo
bello è anche proporzionato e quindi
funzionale. Vediamo per esempio come un
difetto estetico vada quasi sempre ad
incidere sulla struttura e nella dinamica di
un cavallo.
Testa grossa: già normalmente il peso
del cavallo grava in maggior misura sul
treno anteriore, quindi un aumento di peso
non fa altro che provocare un ulteriore
squilibrio in avanti con logorio degli
anteriori.
Narici piccole: il cavallo respira
solo attraverso il naso, quindi maggior
apertura significa respirazione migliore.
Collo corto: ad esclusione del trotto
in tutte le altre andature il cavallo fa un
grande uso del suo bilanciere naturale che è
il collo. In particolare nel galoppo e nel
salto esso usa questo bilanciere per
riequilibrare i rapidi spostamenti di peso.
Quindi una buona incollatura è molto
indicata nei cavalli da sella.
Reni lunghe: è questo un difetto che
diminuisce la capacità di sopportare carichi
e non permette al cavallo di portare bene
sotto di se i posteriori limitandone la
capacità propulsiva.
Petto stretto: anch'esso limita la
capacità polmonare e normalmente data la
vicinanza degli arti, provoca attinture.
La testa
La testa del cavallo può essere di colore
uniforme o con chiazze bianche che possono
essere classificabili in:
La stella è una piccola
macchia bianca a forma di rombo e ben
definita.
Il fiore è una piccola macchia
bianca non ben definita.
La lista è una lunga striscia
bianca e stretta che, solitamente, parte dal
ciuffo e arriva al naso ma può essere anche
interrotta e, in questo caso, prende il nome
di lista interrotta, oppure larga che prende
il nome di Stella prolungata
Taglio, liscio o bevente è una
macchia bianca sul naso chiamata anche
infarinatura se comprende tutto il naso.
Essa è tipica dei cavalli islandesi.
La mascherina o bella faccia è
una macchia bianca che comprende tutto il
muso e, spesso, uno o entrambi gli occhi che
diventano azzurri.
La testa e il corpo del cavallo
possono presentare anche dei remolini ovvero
dei punti in cui il pelo cambia direzione e
possono essere classificabili in:
Remolino semplice che si dirama
intorno ad un punto centrale e sembra un
piccolo vortice;
Remolino spigato è una linea centrale
che separa un tratto di peli indirizzato
verso l'alto e un tratto verso il basso;
Remolino sinuoso è un remolino la cui
linea di separazione non è dritta ma a S
mandando un ciuffo verso l'alto.
L'occhio, talvolta, può essere
circondato da una sclera bianca e viene
chiamato, in questo caso, "occhio umano". E'
tipico della razza americana appaloosa.
I mantelli
Per il mantello si intende il complesso dei
peli che rivestono il corpo del cavallo,
proteggendolo dagli agenti atmosferici. Esso
è l'elemento tra i più significativi nella
distinzione tra i soggetti.
Possiamo suddividere i mantelli in:
- Semplici
- Composti: a due colori separati; a
due colori mescolati; a tre colori
mescolati
- A due pelami
Mantelli semplici
- Bianco (albino)
- Morello (nero)
- ordinario: privo di riflessi
- gaietto: nero brillante
- maltinto: con alcune zone che
tendono al grigio-marrone
- zaino: privo di peli bianchi
- Sauro (rosso)
- ordinario: color cannella
- dorato: con riflessi dorati
- isabella: con peli che tendono al
giallo
- ciliegia: rosso intenso
- castagna: che tende al marrone
- bruciato: caffè tostato
- metallico: come il bronzo
- pel di vacca: sauro in tutte le
sfumature, ma con coda e crini molto
chiari
- fegato: mischiato con il roano
fragola e il sauro
Mantelli composti a due colori
separati
- Baio: formato da peli marroni
localizzati alla testa, al collo al
torace e agli arti, in alcuni soggetti
tendenti al rossiccio, mentre i peli
sono neri nei crini e nella coda. Il
mantello di fondo è sauro in tutte le
sfumature, mentre la pelle, in alcuni
soggetti, potrebbe tendere al grigio.
- Isabella
- Falbo
- Sorcino: è dato da colorazioni
diverse sullo stesso pelo, ma non da
peli di diverso colore.
Mantelli composti a due colori
mescolati
- Grigio:
il grigio detto anche leardo è un
mantello formato da peli bianchi e neri
mescolati; questi si possono distinguere
da altri tipi di grigi, in cui lo
schiarimento del mantello, avviene
progressivamente con l'avanzare dell'età
dell'animale. Questi soggetti possono
nascere bai, sauri o morelli, ma mai
grigi: si schiariscono, man mano che
invecchiano, diventando sempre più
bianchi.
- Ubero: è costituito da peli
rossi e bianchi, mescolati più o meno
uniformemente.
Mantelli composti a tre colori
mescolati
- Roano: presenta una
mescolanza di peli bianchi, rossi e
neri.
- Palomino: è color oro; esso è
formato da 3 colori: neri, bianchi e
dorati. I crini sono bianchi o bianco
crema.
Mantelli a due pelami
- Pezzato
In generale un mantello viene definito
zaino quando si presenta di colore
uniforme senza macchie di alcun genere e
senza peli bianchi.
Altre particolarità
Le macchie bianche sulla fronte
sono chiamate marcature,
secondo la posizione e l'estenzione che
possono avere, prendono vari nomi:
stella, lista, fiore, taglio,
mascherina, ecc...
Le balzane sono macchie
bianche più o meno estese alle regioni
inferiori degli arti.
Difetti di appiombo
I difetti di appiombo si stabiliscono
tramite delle linee immaginarie dette
appunto linee di appiombo,queste vengono
tracciate con l'animale tenuto in
stazione quadrupedale forzata e
successivamente con l'animale a
riposo.In base a queste linee è
possibile stabilire eventuali difetti di
appiombo.
I difetti di appiombo possono essere più
o meno gravi ma tutti predispongono a
malattie degli arti ed interferiscono
nella dinamica del cavallo. Mediamente
il peso di un cavallo si aggira sui 450
kg che vengono scaricati a terra tramite
arti relativamente piccoli. Ecco quindi
che ogni variazione delle linee di
appiombo viene a procurare un
sovraccarico di alcune parti rispetto ad
altre con conseguente affaticamento e
deterioramento.
Inoltre bisogna tenere presente che
durante il movimento oltre all'aumento
dei carichi dovuto alla velocità, si
avranno problemi di traiettoria e
difficoltà di passaggio con possibilità
di attinture agli arti. Da quanto detto
si deduce che tutta la morfologia
esterna del cavallo è importante ma sono
ancor più importanti gli arti e gli
appiombi, specie per un cavallo da
sella.
La ferratura
In natura il cavallo compensa la
crescita continua della parete esterna
dello zoccolo il naturale consumo
dell’unghia (semplicemente camminando);
questo ciclo di rinnovo dura circa 9
mesi. Per i cavalli domestici l'attività
deambulatoria è molto maggiore poiché
vengono utilizzati per attività sportive
e/o lavorative ed è ulteriormente
aggravata dal tipo di terreno (selciato,
asfalto, sentieri ghiaiosi...). Per
ovviare a ciò si mette un ferro sotto lo
zoccolo in modo da prevenirne il
consumo. Questo però impone che a
cadenza regolare (40 giorni circa) lo
zoccolo venga pareggiato, cioè
accorciato manualmente da un maniscalco.
Se ciò non avvenisse il cavallo si
troverebbe con gli zoccoli troppo lunghi
che causerebbero problemi alla
deambulazione stessa. Ferrare un cavallo
è un’operazione seria e delicata che se
svolta da mani inesperte potrebbe
causare danni irreversibili.
Il Movimento per il cavallo scalzo (noto
anche come Barefoot movement) sostiene
che la ferratura non sia indispensabile
e sottolinea i vantaggi dell'uso del
cavallo scalzo.
L'alimentazione
Il cavallo è un mammifero erbivoro e
migratore. Ciò ha influito nella sua
evoluzione con un aspetto esteriore ed
una conformazione interiore capace di
sfruttare al meglio l'ambiente. Notiamo
perciò che l'apparato digerente è
strutturato per ricevere piccole ma
continue quantità di cibo. Prendiamo in
esame, brevemente, questi apparati:
I denti
Il cavallo maschio adulto ne ha 40
mentre la femmina 36 (perché mancante
degli scaglioni) così distribuiti: 12
molari, 12 premolari, 4 scaglioni, 12
incisivi che a loro volta si distinguono
in: 2 picozzi, 2 mediani e 2 cantoni (o
laterali). Gli spazi tra gli incisivi e
i premolari sono detti barre. Dopo la
nascita si ha l'eruzione dei denti da
latte che verranno via via sostituiti
dai permanenti, ed al quinto anno di età
si dice che il cavallo ha la "bocca
fatta". Con la masticazione si ha un
continuo consumo della tavola dentaria,
che però viene compensato da una
costante crescita del dente. Quindi è
possibile stabilire con discreta
esattezza l'età del cavallo in base alla
forma della tavola dentaria degli
incisivi inferiori.
L'apparato digerente
Osservando una tavola di anatomia
del cavallo ci salterà subito all'occhio
la sproporzione tra lo stomaco e
l'intestino. Lo stomaco ha una capacità
relativamente piccola (15/18 litri)
mentre l'intestino è enormemente più
grosso. Tutto ciò porta ad una
conclusione e cioè che il cavallo potrà
assumere poco cibo per volta, ma in
continuazione in modo da tenere sempre
rifornito il grosso intestino. Quindi
non potendo far pascolare liberamente il
nostro cavallo, faremo in modo che la
sua razione giornaliera venga suddivisa
in più pasti con un minimo di tre.
Gli alimenti
L'alimentazione di un cavallo viene
stabilita in relazione al peso, all'età,
alla razza, al sesso ed la lavoro
svolto. Quindi distinguiamo
principalmente tre tipi di razione:
di mantenimento (cavallo a riposo);
di lavoro semi leggero (mezz'ora al
giorno o saltuariamente)
di lavoro pesante (una o più ore al
giorno)
Gli alimenti che concorrono alla
nutrizione del cavallo sono:
Fieno: il migliore è quello maggengo o
di primo taglio da prato polifita. Deve
avere un colore giallo-verdognolo ed
essere privo di muffe e polveri.
Avena: fra le granaglie è la più
appetitosa con maggior potere
energetico, pur risultante alquanto
eccitante. Anch'essa deve essere
asciutta e priva di muffe, polvere e
semi estranei.
Orzo: è più nutriente dell'avena ma meno
eccitante. È preferibile somministrarlo
schiacciato.
Crusca: ha scarso potere nutritivo, ma
in piccole quantità nei pastoni risulta
rinfrescante.
Erba: per erba si intende quella fresca
o al massimo quella appena appassita.
Contiene un'elevata percentuale di acqua
e quindi per raggiungere il
corrispondente del fieno ne va
somministrata una quantità maggiore,
anche se con molta attenzione dato che
può provocare fenomeni di fermentazione.
Regole di alimentazione
Abbeverare sempre prima dei pasti;
Somministrare sempre nell'ordine:
fieno-concentrati;
Non effettuare repentini cambiamenti di
dieta;
Non somministrare farine o crusche senza
averle preventivamente bagnate;
Affettare sempre carote, barbabietole,
mele onde evitare ostruzioni
Il cavallo non consumi la razione di
fieno per terra se scuderizzato in
quanto si può abituare al sapore delle
profende con conseguenze all'apparato
digerente, ma comunque in basso in modo
da rispettare la posizione naturale del
pascolo e permettergli di non ingerire e
respirare la polvere;
I semi di lino vanno dati sempre ben
cotti a causa della loro tossicità;
Nella stalla si può spargere un po' di
sale oppure attaccare sul muro un blocco
sempre di sale
Le cause del dimagrimento
Mancanza di cibo totale o parziale
dovuta a problemi ai denti, alle zampe,
cattiva qualità di cibo
Stress
Diminuzioni stagionali di elementi
nutritivi nei foraggi
Convalescenze
Cattivo assorbimento, diarrea cronica
Carenze proteiche
Parassitosi intestinali ed ectoparassiti
(Pidocchi, zecche)
Malattie croniche (enfisema)
Malattie al fegato, pancreas, rene,
cuore
Gravidanza, allattamento
Tumori
Vecchiaia
Riproduzione
Questa sezione sull'argomento cavalli è
solo un abbozzo. Se puoi, contribuisci
ad ampliarla.
Durata gestazione: circa 11 mesi
Punteggio alla condizione fisica
- Estremamente emaciato: totale
assenza di grasso, colonna vertebrale
visibile, pochissima muscolatura
presente sulle ossa, anch'esse visibili.
- Emaciato: poco grasso, poca
muscolatura, ossa prominenti
- Magro: costole visibili
chiaramente, l'inizio della coda si
vede, ma non si vedono le vertebre, il
grasso copre i processi trasversi e
parte di quelli spinosi delle vertebre.
- Moderatamente magro: costole
appena visibili, linea dorsale visibile
come una leggera cresta
- Moderato: le costole si
sentono ma non si vedono, linea dorsale
dritta
- Moderatamente carnoso: grasso
presente sulle costole e attorno
all'origine della coda, la linea dorsale
è dritta o incavata
- Carnoso: piega dorsale
definita, costole ricoperte da grasso ma
ognuna può essere palpata, grasso su
collo e groppa.
- Grasso: linea dorsale
incavata, collo spesso, grasso lungo il
garrese, dietro le spalle e all'interno
delle cosce.
- Troppo grasso: linea dorsale
molto incavata, grasso sporgente su
collo, groppa, cosce, spalle, intorno
alla coda.
Il punteggio ideale, in riferimento alle
razze da sella, è:
4: per un
cavallo sportivo;
5: per un puledro in crescita;
6: per un soggetto in
riproduzione.
Scuderizzazione
I locali nei quali vengono ricoverati i
cavalli devono essere ampi, non umidi,
arieggiati. La temperatura ambiente non
deve superare i 20 gradi d'estate e non
scendere sotto i 5 gradi in inverno. Il
cavallo può essere tenuto in scuderia
nei seguenti modi:
In posta:
Il cavallo viene tenuto sempre
legato alla mangiatoia con una corda
munita di contrappeso in modo da tenere
la stessa sempre tesa onde evitare
incidenti. I lati della "posta" sono
delimitati dai "battifianchi" che
possono essere in legno o in muratura o
mobili. Le dimensioni di una posta fissa
sono: largh. min.120 cm lungh.300 cm. In
alcuni casi le poste sono utilizzate
come semplice ricovero momentaneo.
In box:
È di gran lunga la sistemazione
migliore. Esso è costituito da un locale
a pareti lisce, di dimensioni variabili
da un minimo di cm 250 X 300 ad un
massimo di cm 400 X 400 con ai due
angoli opposti la mangiatoia per i
concentrati ed il beverino dell'acqua.
Nel box il cavallo viene tenuto libero
in modo da permettergli di coricarsi e
muoversi con un certo agio.
Sia nel "box" che nella "posta", il
pavimento deve essere di materiale poco
assorbente e facilmente lavabile, con
una leggera inclinazione verso il
tombino di raccolta delle urine. Esso
inoltre và ricoperto con un buon strato
di paglia di frumento asciutta e non
polverosa (che il cavallo userà anche
come alimento complementare), oppure può
essere utilizzata una "lettiera" di
trucioli ben puliti da corpi estranei.
Per quanto riguarda l'alloggiamento del
cavallo, il box è necessario: d'inverno
e d'estate garantisce una temperatura
moderata, anche se è responsabilità
umana fare in modo che questa non crei
problemi all'animale. Non è necessario
però tenere il cavallo rinchiuso tutto
il giorno: esiste infatti una terza
sistemazione, e cioè lasciarlo libero al
pascolo, o paddok. Questa è
un'alternativa comoda anche per quanto
riguarda l'alimentazione, perché il
cavallo sa perfettamente regolarsi sulle
quantità e preferisce consumare più
pasti al giorno, piccoli e continui.
Inoltre ha la possibilità di fare più
movimento e di stare con i suoi simili.
Per contro, però, il cavallo è anche più
soggetto a parassiti e malattie che in
un box certamente non contrarrebbe. Va
semplicemente seguito di più. Un altro
svantaggio è che, spesso, ci si
dimentica di farlo muovere proprio
perché si pensa che da solo il cavallo
si sfoghi abbastanza. In realtà non è
propriamente così, e per quanto possa
galoppare il lavoro con l'uomo è
indispensabile e contribuisce alla
formazione dell'esemplare. Inoltre
bisognerebbe somministrargli l'acqua a
mano, perché se dovesse ammalarsi con un
abbeveratoio automatico non si capirebbe
mai se il cavallo beve o meno, problema
frequente anche nei box. Invece l'ideale
sarebbe poter controllare, per
assicurarsi che il cavallo non rischi la
disidratazione (possibile anche in
inverno)
Finimenti
Nel corso del rapporto millenario
fra uomo e cavallo, si è assistito ad
una contemporanea evoluzione della
bardatura del cavallo. L'ideazione
dell'imboccatura, favorita dalla
particolare anatomia della dentatura del
cavallo, sembra essere contemporanea
alla domesticazione. Molto posteriore la
scoperta della sella, ulteriormente e
drasticamente migliorata dalla scoperta
della staffa; altrettanto importante,
per l'uso del cavallo da traino, la
scoperta del collare rigido. Ancora
posteriore la scoperta della ferratura,
attribuita a popolazioni nordeuropee in
epoca medioevale.
Imboccature
Esistono vari tipi di imboccatura ed
ogni disciplina fa uso di quello ad essa
espressamente dedicato. La principale e
più importante distinzione distinzione è
quella tra morso e filetto.
Il filetto è caratterizzato dall'assenza
di barbozzale; il cannone può essere
snodato o dritto, dotato agli estremi di
anelli singoli o multipli. Questi
agiscono principalmente sulle commessure
labiali. Più i cannoni sono sottili, più
l'imboccatura è "forte". Un morso
diritto è più duro di un morso snodato.
Ci può essere la presenza di cuoio o
gomma per addolcirne l'azione. Questa
imboccatura è usata principalmente nei
puledri e nelle scuole di equitazione
per i principianti.
Il morso è caratterizzato dalla presenza
di un barbozzale. Agisce sulle barre con
un effetto leva dovuto al barbozzale che
funge da fulcro e agli archi che fanno
da bracci. Più gli archi sono lunghi,
maggiore sarà la forza dell'azione del
morso. Si usa un morso con passaggio
della lingua se è troppo grossa per
stare tra la mandibola e l'imboccatura.
L'hackamore è caratterizzato dalla
mancanza di morso nella bocca del
cavallo. Viene utilizzato principalmente
all'esterno.
Selle
Esistono diversi tipi di sella:
Sella da salto
Sella da dressage
Sella da completo
Sella tuttofare
Sella western
Sella da endurance
Addestramento
Anche i temi dell'addestramento e
della tecnica di monta hanno subito
un'evoluzione storica e una
differenziazione locale. In funzione
delle necessità di utilizzo, si sono
sviluppati stili e tecniche di
addestramento differenziate; alcune
tecniche tradizionali sono rimaste
confinate a specifiche aree geografiche
("monte da lavoro" maremmana, Camargue,
sudamericana ecc). Una particolare monta
da lavoro, la "monta western", ha
assunto un grande rilievo e viene
largamente praticata anche a scopi di
svago e sportivi. La cosiddetta
"equitazione classica" europea,
sviluppata particolarmente per scopi
militari, ha avuto origine dalle Scuole
di Equitazione dei famosi cavallerizzi
italiani, primo fra tutti Giovan
Battista Pignatelli. In ambito sportivo
la vera e moderna rivoluzione è stato il
"Sistema di Equitazione naturale" ideato
dal capitano di cavalleria italiano
Federigo Caprilli. Venne cos' chiamato
dallo stesso Caprilli, che per metterlo
a punto studiò e capì il modo in cui
assecondare sia i movimenti del cavallo
che rispettarne la sua indole generosa e
collaborativa; il metodo ha tanto
successo che ancora oggi i risultati
migliori nell'equitazione sportiva
(salto ostacoli e completo) li ottengono
i cavalieri che si attengono a questi
dettami.
Le diverse tecniche di addestramento
condividono comunque molti punti
importanti, ed è sorprendente la
modernità e la profondità delle
considerazioni risalenti a Senofonte,
generale greco del IV A.C., di cui si è
conservata buona parte di un trattato di
equitazione (Sull'equitazione).
Molte tecniche di addestramento attuali
la cosiddetta (doma dolce), molto spesso
dette di "Approccio Etologico o
Naturale", hanno preso le mosse da
alcuni metodi empirici di estrema
efficacia utilizzati da alcune tribù di
nativi americani; molti di questi
metodi, dimostratasi etologicamente
validi, sono stati codificati e resi
pubblici da reti editoriali commerciali.
Spettacolo
Un uso marginale, ma ancora attuale, del
cavallo è quello spettacolare, in
particolare in ambito circense; la
Spagna, patria dell'Alta Scuola, ospita
inaspettatamente un uso spettacolare del
cavallo estremamente cruento, in una
delle fasi della corrida.
Altre nazioni come la Francia con il
CADRE NOIR di Saumur e l'Austria con la
Scuola Spagnola di Vienna hanno una
grande tradizione di "Alta Scuola".
Cadute da cavallo [modifica]
Occorre prestare attenzione alle cadute
da cavallo. In commercio esistono alcuni
strumenti per prevenire i danni da
caduta.
Cap
È di fatto il casco di ogni
cavallerizzo e amazzone. È
obbligatorio[citazione necessaria] ed i
maneggi più attrezzati dispongono
all'occorrenza di cap a noleggio.
Attenzione alla possibile trasmissione
di pidocchi.
Guscio
Il guscio protegge la schiena da
danni che possono anche essere rilevanti
(si rischia in alcuni casi anche la
paralisi). Ci sono in commercio diversi
tipi di gusci. In ogni caso il guscio è
vivamente consigliato.
Ippoterapia
Un uso molto recente del cavallo,
basato sia sulla fortissima carica
emotiva connessa al rapporto
uomo-cavallo che a peculiari aspetti
psicomotori connessi all'equitazione, è
la cosiddetta ippoterapia o
riabilitazione equestre, consistente
nell'uso del cavallo come strumento di
riabilitazione umana.
Lezioni dalla natura
Il cavallo appartiene agli animali
domestici di domesticazione
plurimillenaria, derivante da
progenitori selvatici attualmente
estinti. Come è avvenuto per altre
specie di antica domesticazione,
un'intensa attività di selezione ha
permesso l'isolamento di tipi e di razze
con ampia variabilità morfologica,
temperamentale ed attitudinale. Tuttavia
ogni tipo ed ogni razza mantiene intatta
la propria capacità di sopravvivere e
prosperare allo stato selvatico,
mostrando fra l'altro una grande
capacità di adattamento ad ambienti
molto diversi, caratterizzati spesso da
condizioni climatiche molto severe.
Il maggior numero di cavalli
inselvatichiti è ospitato dalle aree
semidesertiche del West americano, dove
sono indicati come Mustang. A torto
ritenuto una "razza", il Mustang
americano, con le sue leggendarie doti
di velocità, vigore, resistenza e
grazia, rappresenta l'insieme dei tratti
comuni ad ogni razza di cavallo
esistente, pronti a manifestarsi di
nuovo non appena le circostanze lo
permettano. Lo studio scientifico
dell'ecologia, dell'etologia e della
fisiologia del Mustang e di altri
cavalli inselvatichiti in varie località
del mondo è iniziato molto recentemente,
ed appare molto promettente per le
possibili ricadute sul miglioramento
delle tecniche di gestione dei cavalli
domestici e per la revisione radicale di
opinioni largamente condivise, ma
fondate su tradizioni (alcune
particolarmente radicate e diffuse) più
che sull'evidenza scientifica. In
particolare, da alcuni anni è stata
rimessa in discussione l'effettiva
necessità della ferratura ed è stato
sottoposto ad analisi critica, su basi
fisiopatologiche, l'uso del morso; anche
il problema della conformazione e la
rigidità delle selle è oggetto di
ricerca e sperimentazione
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