Cenni storici sul cavallo e l'equitazione
 
   
 

 

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Maneggio NEWS

Modena: definiti orari campionati italiani carrozze
Modena 2000 - 31 ago 2006
... Per i più piccoli, dai 4 anni in aventi domenica dalle 16,30 alle 18,30 battesimo gratuito sul pony all'interno del maneggio permanete.

Ritrovati tre cavalli rubati
Telereggio - 31 ago 2006
... commissione. Nel maneggio erano infatti custodite anche selle di notevole valore, che però sono state lasciate al loro posto.

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Storia ed Origini del Cavallo

Il Cavallo (Equus caballus), è un mammifero ungulato di taglia grossa.
Unico della famiglia Equidae, appartiene al genere Equus.

Di antica domesticazione da una sottospecie estinta delle steppe asiatiche, il Tarpan , viene utilizzato come animale da sella, da tiro e da soma.

È in grado di rinselvatichirsi e di sopravvivere autonomamente allo stato brado.

Frutto di una lunga e ben conosciuta evoluzione, il cavallo presenta un'elevata

specializzazione morfologica e funzionale all'ambiente degli spazi aperti come le praterie, in particolare ha sviluppato una efficace apparato locomotore e un apparato digerente adatto all'alimentazione con erbe dure integrate con modeste quantità di foglie, ramoscelli, cortecce e radici.

I cavalli si dividono in dolicomorfi, mesomorfi e brachimorfi. Il tipo dolicomorfo comprende le "razze leggere da sella" (purosangue inglese, arabo, trottatori, ecc.); il tipo mesomorfo comprende le "razze da sella" (inglese e americana, Quarter Horse, trottatori, ecc.); il tipo brachimorfo comprende le "razze pesanti" (cavalli da tiro, Avelignese, ecc.).

 

 Origini

Le razze

 Le razze più conosciute
• Anglo Arabo Sardo (AAS)
• Avelignese o Haflinger
• Bardigiano
• CAITPR: cavallo agricolo italiano da tiro pesante rapido
• Cavallo Siciliano
• Lipizzano
• Maremmano
• Murgese
• Salernitano
• Ventasso

Rapporti estetico-funzionali

  •  La testa
  •  mantelli
  •  Mantelli semplici
  •  Mantelli composti a due colori mescolati
  •  Mantelli composti a due colori separati
  •  Mantelli composti a tre colori mescolati
  •  Mantelli a due pelami

 Altre particolarità
1. Addestramento
2. Altri progetti
3. Cadute da cavallo
4. Cap
5. Collegamenti esterni
6. Difetti di appiombo
7. Finimenti
8. Gli alimenti
9. Guscio
10. I denti
11. Imboccature
12. Ippoterapia
13. La ferratura
14. L'alimentazione
15. L'apparato digerente
16. Le cause del dimagrimento
17. Lezioni dalla natura
18. Note
19. Punteggio alla condizione fisica
20. Regole di alimentazione
21. Riproduzione
22. Scuderizzazione
23. Selle
24. Spettacolo
 

Origini e storia


I presunti progenitori del cavallo sono apparsi sulla Terra circa 55 milioni di anni fa. Gli evoluzionisti hanno una buona conoscenza del processo evolutivo che ha portato alla specie attuale. Gli studi sui fossili dimostrano che il probabile progenitore dell'odierno cavallo era l'Hyracotherium, d'altezza non superiore a 30-40 cm al garrese e con arti di almeno 4 dita; il suo habitat naturale era la foresta ed aveva una dentatura tipica degli onnivori. Durante il processo evolutivo, i suoi discendenti si adattarono progressivamente alla condizione di erbivori stretti e alla vita nelle praterie; la statura aumentava, gli arti diventavano più lunghi, diminuiva il numero delle dita e i denti si modificavano progressivamente aumentando in lunghezza e nei caratteri della superficie masticatoria. Il cavallo odierno, Equus caballus, e gli altri appartenenti del genere Equus poggiano sull'unico dito rimastogli: il medio.

In America, il cavallo si estinse in epoca preistorica, contemporaneamente ad altri grandi mammiferi; fra le ipotesi per tali estinzioni, il disturbo antropico costituito dalla caccia da parte dell'uomo.

Sopravvissuto in Europa e Asia, la prima evidenza storica dell'addomesticamento del cavallo si ha in Asia Centrale verso il 3000 a.C.

Un progenitore dei cavalli attuali è considerato il tarpan, un cavallo selvatico europeo ufficialmente estinto nel 1876.


Le razze

Una popolazione animale si può definire razza quando essa presenta nella sua discendenza caratteristiche omogenee. Tra le razze di tutto il mondo la più conosciuta e la più prestigiosa è quella del cavallo arabo. Da oltre duemila anni gli Arabi, sia per credenze religiose che per necessità pratiche di sopravvivenza, selezionano quasi con fanatismo questo piccolo grande cavallo.
Esso è ricercato per le sue forme perfette ed armoniche, per la sua grande intelligenza e per la sua resistenza fuori dal comune. Questo animale si è inoltre distinto per essere un ottimo miglioratore di tutte le altre razze anzi contribuendo alla formazione di nuove linee. Infatti non a caso è il progenitore di un altrettanto famoso e diffuso cavallo: il purosangue inglese. Quest'ultimo è in assoluto il cavallo che riesce ad esprimere le più alte velocità in corsa ed è anch'esso usato come miglioratore.
Altra razza molto importante è l'Andaluso, chiamato anche Pura Raza Española; direttamente derivato dall'arabo è stato un grande colonizzatore giacché fu portato in ogni parte del mondo dai conquistadores Spagnoli, in particolare nelle Americhe dove ha come discendenti il criollo, il paso peruviano, i mustang e via via dopo insanguamenti vari il quarter horse, l'appaloosa, il paint horse.


Le razze più conosciute

Maremmano
La sua origine potrebbe risalire a quando i Celti superarono le Alpi e i loro cavalli germani incontrarono popolazioni equine di sangue orientale e africano che vivevano già sul territorio italiano: incrociandosi, questi cavalli avrebbero prodotto il Maremmano. Quasi duemila anni dopo, in epoca rinascimentale, Lorenzo de' Medici introdusse in Toscana l'incrocio con l'arabo e la razza si divise in due tipologie: quella toscana e quella laziale che era rimasta più simile al tipo iniziale. Nei secoli l'allevamento allo stato brado ha prodotto un cavallo che non ha solo un carattere fiero, energico e generoso, ma è anche molto resistente dal punto di vista fisico. La razza viene utilizzata ancora oggi per rincorrere e marchiare il bestiame, come fanno i butteri. Eppure, senza rinnegare le sue origini rustiche, ultimamente il maremmano viene impiegato con buoni risultati anche nelle discipline sportive, dove compete alla pari con gli altri cavalli italiani.

Come si riconosce: orecchie di media lunghezza, ben diritte e attente; occhi vivaci; testa lunga e abbastanza pesante; arti solidi e con buoni appiombi; piedi ben conformati e ben proporzionati, con unghia molto resistente; garrese robusto, asciutto e abbastanza rilevato. Il mantello può essere baio o baio scuro, morello. Rari il sauro bruciato e il grigio. L'altezza può variare da 1,60 m a 1,70 m.
Il particolare: ancora oggi il maremmano nasce e vive allo stato brado: è incredibilmente resistente alla fame, alla sete e alle intemperie.
Selle français Il selle français è diventato uno dei cavalli più popolari di tutta Europa, intelligente e sveglio, eccelle soprattutto nel salto ad ostacoli, dove è considerato un vero e proprio campione.


Lipizzano
Cavallo dal caratteristico mantello grigio-bianco, utilizzato nell'alta scuola e negli attacchi. Una delle razze italiane di maggior pregio. È la razza prescelta dalla famosa scuola spagnola di Vienna.
 

Murgese
Questa sezione sull'argomento cavalli è solo un abbozzo. Se puoi, contribuisci ad ampliarla.
Per approfondire, vedi la voce Murgese.


Salernitano
È un cavallo da sella. Il salernitano è una razza molto antica, migliorata nel corso degli anni da incroci con andalusi e cavalli orientali. Il mantello è in genere baio, ma è ammesso il sauro. L'altezza può variare da 1,50 m. a 1,58 m.

Come riconoscerlo: testa espressiva, proporzionata, leggermente pesante e allungata con profilo rettilineo; occhi vivaci; orecchie medie e mobili; narici ampie. Collo muscoloso con criniera folta, garrese abbastanza pronunciato e muscoloso; linea dorso-lombare lunga e diritta; arti robusti con articolazioni lunghe e spesse; andature eleganti. È coraggioso e nevrile, ma tranquillo, coraggioso ed energico. È adatto per la sella, attacchi, ippoterapia. Si distingue nel salto e nel trekking.


Avelignese o Haflinger
Tutti gli haflinger discendono da un famoso stallone arabo chiamato El Bedavi. Introdotto in Tirolo nel 1874 e incrociato con giumente locali, questo splendido cavallo orientale ha generato esemplari di qualità eccezionale che hanno finito per costituire una razza in sé. Dal loro avo arabo, questi pony hanno ereditato il portamento altero e un'innegabile eleganza, mentre le robuste ascendenti montanare, hanno trasmesso loro ottima rusticità.

L'haflinger allevato in Tirolo trascorre la giovinezza libero, all'alpeggio. Dotato di forte istinto gregario, ha bisogno di restare in contatto con i suoi simili, senza mai perderli di vista. Tuttavia, dato che sui fianchi ripidi e boscosi delle montagne ciò non è sempre possibile, hanno sviluppato una gamma di suoni che sembra sia più vasta di quella degli altri cavalli. L'addestramento dell'haflinger inizia a quattro anni e di solito non pone nessun problema. In seguito, questo cavallo viene utilizzato per quasi tutti gli impieghi.

Il mantello: l'haflinger ha sempre un mantello palomino, cioè con manto sauro e criniera e coda biondi, mentre gli zoccoli sono anch'essi biondi. Non supera 1,50 m. al garrese, ha una struttura compatta, arti ben formati, spalle oblique e piedi robusti.
La sua costituzione sanissima è adatta alla vita di montagna e quando affronta terreni accidentati e rocciosi dà prova di una grande sicurezza. Ciò nonostante, conserva una grande scioltezza di movimenti ed è capace di muoversi con ampie falcate. Gli stalloni vengono marchiati con una stella alpina al cui centro si trova la lettera H.

Carattere ed attitudine: calmo e gentile, equilibrato; questo cavallo si lascia guidare docilmente. Tuttavia, bisogna che sia ben addestrato, perché la sua forza e la sua intelligenza lo rendono difficile da trattenere se disobbedisce. Impiegato in tutto il mondo per il lavoro nei campi o nei boschi, è anche un ottimo pony da sella e per gli attacchi.
Questo cavallo perde tutte le sue qualità in condizioni di caldo intenso essendo abituato a climi alpini.


Anglo Arabo Sardo (AAS)
È il cavallo da sella più adatto alle discipline sportive, il risultato di millenni d'impegno degli abitanti della Sardegna che sono stati capaci di dare vita a un cavallo davvero ottimo. Nei secoli i soggetti originari dell'isola sono stati incrociati con i cavalli greci, cartaginesi, arabi ed andalusi. Il risultato di questi incroci furono soggetti forti, molto vivaci, selvaggi, sensibili e docili. Nel quindicesimo secolo, sotto il controllo degli Aragonesi, Ferdinando il cattolico, che era un grande intenditore di cavalli, aprì ad Oristano il centro di allevamento reale e fece importare alcuni stalloni andalusi. Dall'incrocio fra le due razze se ne ottennero due tipi molto diversi: uno aveva caratteristiche fisiche molto più orientali, statura piuttosto bassa, testa ben proporzionata e quadrata e garrese prominente; l'altro era più tipicamente africano, caratterizzato da una statura maggiore. Le due varietà, però, avevano in comune un carattere vivace e focoso, oltre alla velocità e ad una notevole resistenza fisica. Il cavallo anglo arabo sardo è usato soprattutto per le corse di velocità e salto ostacoli, ma anche per il cross country e trekking.
Curiosità: il cavallo anglo arabo sardo ha "creato" tutte le altre razze italiane.
 

Bardigiano
Le origini di provenienza di questa razza si collocano tra l'Emilia-Romagna e la Liguria, il nome bardigiano deriva dal nome del paese Bardi, che si trova nella provincia di Parma. Nel novecento veniva utilizzato per il lavoro nelle campagne, esso infatti era un cavallo per uso agricolo. Nacque come cavallo da tiro ma con il progresso agrario la sua funzione cambiò e questo causò la sua quasi estinzione; per questo l'associazione del cavallo Bardigiano ha voluto inserire dell'arabo in questa razza per migliorarne le caratteristiche e le capacità in ambito sportivo e agonistico. Questa nuova razza viene chiamata bardarabo.


CAITPR: cavallo agricolo italiano da tiro pesante rapido
Il CAITPR, o semplicemente TPR, è l'unica razza italiana da tiro pesante esistente in Italia. Nato da una selezione effettuata durante il Ventennio con lo scopo di ottenere un cavallo in grado di spostare agevolmente i pezzi d'artiglieria dell'esercito, successivamente è stato usato in agricoltura fino agli anni '50-'60. Caduto in declino con la forte meccanizzazione che è seguita nelle aziende agricole, ha avuto una certa ripresa come animale da carne e, ultimamente, per gli attacchi amatoriali e sportivi.


Ventasso
Taglia imponente, indole equilibrata... basterebbero poche parole per descrivere questa razza che ha avuto origine tra la Valle dei Cavalieri e il Monte Ventasso, da cui prende il nome, in provincia di Reggio Emilia. Nella zona la presenza di una popolazione di cavalli con caratteristiche molto simili a quella del Ventasso è documentata sin dall'anno Mille ma la razza ha continuato a vivere in semilibertà fino all'Unità d'Italia, quando si cominciò a utilizzare il cavallo per le battaglie. Pur vivendo ancora oggi in semilibertà, questi cavalli hanno un carattere molto socievole ed equilibrato: per il cavaliere è facile instaurare un rapporto di collaborazione. Sono molto usati nel turismo equestre e con loro vengono organizzate bellissime passeggiate proprio nelle zone di origine: un'area di ben 24 mila ettari che racchiude un susseguirsi di splendidi paesaggi rimasti incontaminati.

È utilizzato nelle discipline sportive. Tuttavia, il Ventasso è anche un ottimo compagno per il trekking e le passeggiate all'aria aperta.

Mantello: il mantello può essere baio, sauro, grigio e morello, mentre sono assolutamente scartati i pezzati e i maculati.
 

Cavallo Siciliano
Per Cavallo Siciliano Indigeno si intende quel soggetto autoctono presente in Sicilia da tempo immemorabile ma di cui si sono persi riscontri ufficiali e per i quali sono stati recentemente avviati "progetti di recupero, tutela e di ricerca" in ambito istituzionale regionale con una sperimentazione preliminare che l'I.S.Z.S. (Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia) di Palermo ha avviato da circa un biennio. Questo lavoro preliminare impostato sin dal 2004 ma svolto dal 2005 al 2007 è stato fatto dall'Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia al fine di poter rendere fattibile e concreta la realizzazione e l'avvio del Progetto Regionale denominato "Studio e caratterizzazione della Popolazione Equina Insulare Riconducibile al Gruppo Etnico del Cavallo Siciliano Indigeno" il cui autore è l'equinista Tiziano Bedonni.

Il Progetto fonda i suoi presupposti sull'urgenza della tutela di quella "Biodiversità-Equizootecnica" che erroneamente poteva, sino a pochi anni fa, essere ritenuta non prioritaria, ma che oggi è divenuta un'emergenza e che tuttavia può divenire "realtà" unicamente col procedere delle “coscienze” e delle “conoscenze scientifiche”, unici presupposti da cui possono nascere

sia una nuova consapevolezza rispetto alla valenza di una conservazione di "patrimoni genetici" con "radici antiche", ma ancora vivi e vitali socialmente, culturalmente, scientificamente e perciò produttivamente e pertanto "utilizzabili";
sia una "partecipazione effettiva" con un coinvolgimento fattivo delle giovani generazioni.
L'Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia, ha provveduto a verificare preventivamente e "a campione" sul territorio siciliano la fattibilità del progetto.

L'entusiasmo degli sperimentatori e la risposta del territorio ha permesso di ottenere soddisfacenti risultati che fanno ben sperare sul recupero della Razza.

I punti guida principali del progetto di recupero in atto in Sicilia sono pochi ma chiari, precisi, essenziali. Alcuni posso essere così sintetizzati:

Nessun soggetto potrà essere classificato come "Cavallo Siciliano" sino a quando non sarà raggiunta la terza generazione certificata nell'ambito del progetto in atto e la costituzione del Libro di Razza;
Il Cavallo Siciliano può nascere solo in Sicilia (nessun'altra razza italiana prevede un simile requisito per essere definita tale);
I puledri devono essere imprintati alla nascita e resi confidenti in termini etologici da subito ed ammansiti ed in seguito addestrati unicamente secondo i dettami e le tecniche dell'Equitazione Naturale Etologica Italiana;
Non saranno mai ferrati ma unicamente pareggiati secondo natura e nel rispetto del "decalogo del piede scalzo";
Non subiranno castrazione;
Sono previste rassegne annuali con prove di modello e anche di "confidenza" sin dall'età di 8-9 mesi post-svezzamento. Queste rassegne rappresentano per metodo e svolgimento una assoluta novità tecnica e funzionale, in ambito nazionale ed internazionale;
Alla nascita i puledri saranno monitorati, fotografati e rilevati su apposite schede di rilevamento morfologico-lineare e ponderale. Si tratta di parecchie misure articolate e complesse. Un procedimento unico ed anche questo innovativo, poiché saranno ripetute ogni sei mesi su tutti i soggetti del progetto e sino al compimento del quarto o quinto anno di età. Sarà questa l'unica razza europea esistente monitorata totalmente dal suo esordio;
Al termine del progetto di ricerca ed al raggiungimento della terza generazione documentabile sarà istituito il registro ed il Libro Genealogico di Razza.

 

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