specializzazione
morfologica e funzionale all'ambiente degli
spazi aperti come le praterie, in
particolare ha sviluppato una efficace
apparato locomotore e un apparato digerente
adatto all'alimentazione con erbe dure
integrate con modeste quantità di foglie,
ramoscelli, cortecce e radici.
I cavalli si dividono in dolicomorfi,
mesomorfi e brachimorfi. Il tipo dolicomorfo
comprende le "razze leggere da sella"
(purosangue inglese, arabo, trottatori,
ecc.); il tipo mesomorfo comprende le "razze
da sella" (inglese e americana, Quarter
Horse, trottatori, ecc.); il tipo
brachimorfo comprende le "razze pesanti"
(cavalli da tiro, Avelignese, ecc.).
Origini
Le razze
Le razze
più conosciute
• Anglo Arabo Sardo (AAS)
• Avelignese o Haflinger
• Bardigiano
• CAITPR: cavallo agricolo italiano da tiro
pesante rapido
• Cavallo Siciliano
• Lipizzano
• Maremmano
• Murgese
• Salernitano
• Ventasso
Rapporti estetico-funzionali
- La testa
- mantelli
- Mantelli
semplici
- Mantelli
composti a due colori mescolati
- Mantelli composti a due colori
separati
- Mantelli
composti a tre colori mescolati
- Mantelli
a due pelami
Altre particolarità
1. Addestramento
2. Altri progetti
3. Cadute da cavallo
4. Cap
5. Collegamenti esterni
6. Difetti di appiombo
7. Finimenti
8. Gli alimenti
9. Guscio
10. I denti
11. Imboccature
12. Ippoterapia
13. La ferratura
14. L'alimentazione
15. L'apparato digerente
16. Le cause del dimagrimento
17. Lezioni dalla natura
18. Note
19. Punteggio alla condizione fisica
20. Regole di alimentazione
21. Riproduzione
22. Scuderizzazione
23. Selle
24. Spettacolo
Origini e
storia
I presunti progenitori del cavallo sono
apparsi sulla Terra circa 55 milioni di anni
fa. Gli evoluzionisti hanno una buona
conoscenza del processo evolutivo che ha
portato alla specie attuale. Gli studi sui
fossili dimostrano che il probabile
progenitore dell'odierno cavallo era
l'Hyracotherium, d'altezza non superiore a
30-40 cm al garrese e con arti di almeno 4
dita; il suo habitat naturale era la foresta
ed aveva una dentatura tipica degli
onnivori. Durante il processo evolutivo, i
suoi discendenti si adattarono
progressivamente alla condizione di erbivori
stretti e alla vita nelle praterie; la
statura aumentava, gli arti diventavano più
lunghi, diminuiva il numero delle dita e i
denti si modificavano progressivamente
aumentando in lunghezza e nei caratteri
della superficie masticatoria. Il cavallo
odierno, Equus caballus, e gli altri
appartenenti del genere Equus poggiano
sull'unico dito rimastogli: il medio.
In America, il cavallo si estinse in epoca
preistorica, contemporaneamente ad altri
grandi mammiferi; fra le ipotesi per tali
estinzioni, il disturbo antropico costituito
dalla caccia da parte dell'uomo.
Sopravvissuto in Europa e Asia, la prima
evidenza storica dell'addomesticamento del
cavallo si ha in Asia Centrale verso il 3000
a.C.
Un progenitore dei cavalli attuali è
considerato il tarpan, un cavallo selvatico
europeo ufficialmente estinto nel 1876.
Le razze
Una popolazione animale si può definire
razza quando essa presenta nella sua
discendenza caratteristiche omogenee. Tra le
razze di tutto il mondo la più conosciuta e
la più prestigiosa è quella del cavallo
arabo. Da oltre duemila anni gli Arabi,
sia per credenze religiose che per necessità
pratiche di sopravvivenza, selezionano quasi
con fanatismo questo piccolo grande cavallo.
Esso è ricercato per le sue forme perfette
ed armoniche, per la sua grande intelligenza
e per la sua resistenza fuori dal comune.
Questo animale si è inoltre distinto per
essere un ottimo miglioratore di tutte le
altre razze anzi contribuendo alla
formazione di nuove linee. Infatti non a
caso è il progenitore di un altrettanto
famoso e diffuso cavallo: il purosangue
inglese. Quest'ultimo è in assoluto il
cavallo che riesce ad esprimere le più alte
velocità in corsa ed è anch'esso usato come
miglioratore.
Altra razza molto importante è l'Andaluso,
chiamato anche Pura Raza Española;
direttamente derivato dall'arabo è stato un
grande colonizzatore giacché fu portato in
ogni parte del mondo dai conquistadores
Spagnoli, in particolare nelle Americhe dove
ha come discendenti il criollo, il paso
peruviano, i mustang e via via dopo
insanguamenti vari il quarter horse,
l'appaloosa, il paint horse.
Le razze più conosciute
Maremmano
La sua origine potrebbe risalire a quando i
Celti superarono le Alpi e i loro cavalli
germani incontrarono popolazioni equine di
sangue orientale e africano che vivevano già
sul territorio italiano: incrociandosi,
questi cavalli avrebbero prodotto il
Maremmano. Quasi duemila anni dopo, in epoca
rinascimentale, Lorenzo de' Medici
introdusse in Toscana l'incrocio con l'arabo
e la razza si divise in due tipologie:
quella toscana e quella laziale che era
rimasta più simile al tipo iniziale. Nei
secoli l'allevamento allo stato brado ha
prodotto un cavallo che non ha solo un
carattere fiero, energico e generoso, ma è
anche molto resistente dal punto di vista
fisico. La razza viene utilizzata ancora
oggi per rincorrere e marchiare il bestiame,
come fanno i butteri. Eppure, senza
rinnegare le sue origini rustiche,
ultimamente il maremmano viene impiegato con
buoni risultati anche nelle discipline
sportive, dove compete alla pari con gli
altri cavalli italiani.
Come si riconosce: orecchie di media
lunghezza, ben diritte e attente; occhi
vivaci; testa lunga e abbastanza pesante;
arti solidi e con buoni appiombi; piedi ben
conformati e ben proporzionati, con unghia
molto resistente; garrese robusto, asciutto
e abbastanza rilevato. Il mantello può
essere baio o baio scuro, morello. Rari il
sauro bruciato e il grigio. L'altezza può
variare da 1,60 m a 1,70 m.
Il particolare: ancora oggi il maremmano
nasce e vive allo stato brado: è
incredibilmente resistente alla fame, alla
sete e alle intemperie.
Selle français Il selle français è diventato
uno dei cavalli più popolari di tutta
Europa, intelligente e sveglio, eccelle
soprattutto nel salto ad ostacoli, dove è
considerato un vero e proprio campione.
Lipizzano
Cavallo dal caratteristico mantello
grigio-bianco, utilizzato nell'alta scuola e
negli attacchi. Una delle razze italiane di
maggior pregio. È la razza prescelta dalla
famosa scuola spagnola di Vienna.
Murgese
Questa sezione sull'argomento cavalli è solo
un abbozzo. Se puoi, contribuisci ad
ampliarla.
Per approfondire, vedi la voce Murgese.
Salernitano
È un cavallo da sella. Il salernitano è una
razza molto antica, migliorata nel corso
degli anni da incroci con andalusi e cavalli
orientali. Il mantello è in genere baio, ma
è ammesso il sauro. L'altezza può variare da
1,50 m. a 1,58 m.
Come riconoscerlo: testa espressiva,
proporzionata, leggermente pesante e
allungata con profilo rettilineo; occhi
vivaci; orecchie medie e mobili; narici
ampie. Collo muscoloso con criniera folta,
garrese abbastanza pronunciato e muscoloso;
linea dorso-lombare lunga e diritta; arti
robusti con articolazioni lunghe e spesse;
andature eleganti. È coraggioso e nevrile,
ma tranquillo, coraggioso ed energico. È
adatto per la sella, attacchi, ippoterapia.
Si distingue nel salto e nel trekking.
Avelignese o Haflinger
Tutti gli haflinger discendono da un famoso
stallone arabo chiamato El Bedavi.
Introdotto in Tirolo nel 1874 e incrociato
con giumente locali, questo splendido
cavallo orientale ha generato esemplari di
qualità eccezionale che hanno finito per
costituire una razza in sé. Dal loro avo
arabo, questi pony hanno ereditato il
portamento altero e un'innegabile eleganza,
mentre le robuste ascendenti montanare,
hanno trasmesso loro ottima rusticità.
L'haflinger allevato in Tirolo trascorre la
giovinezza libero, all'alpeggio. Dotato di
forte istinto gregario, ha bisogno di
restare in contatto con i suoi simili, senza
mai perderli di vista. Tuttavia, dato che
sui fianchi ripidi e boscosi delle montagne
ciò non è sempre possibile, hanno sviluppato
una gamma di suoni che sembra sia più vasta
di quella degli altri cavalli.
L'addestramento dell'haflinger inizia a
quattro anni e di solito non pone nessun
problema. In seguito, questo cavallo viene
utilizzato per quasi tutti gli impieghi.
Il mantello: l'haflinger ha sempre un
mantello palomino, cioè con manto sauro e
criniera e coda biondi, mentre gli zoccoli
sono anch'essi biondi. Non supera 1,50 m. al
garrese, ha una struttura compatta, arti ben
formati, spalle oblique e piedi robusti.
La sua costituzione sanissima è adatta alla
vita di montagna e quando affronta terreni
accidentati e rocciosi dà prova di una
grande sicurezza. Ciò nonostante, conserva
una grande scioltezza di movimenti ed è
capace di muoversi con ampie falcate. Gli
stalloni vengono marchiati con una stella
alpina al cui centro si trova la lettera H.
Carattere ed attitudine: calmo e gentile,
equilibrato; questo cavallo si lascia
guidare docilmente. Tuttavia, bisogna che
sia ben addestrato, perché la sua forza e la
sua intelligenza lo rendono difficile da
trattenere se disobbedisce. Impiegato in
tutto il mondo per il lavoro nei campi o nei
boschi, è anche un ottimo pony da sella e
per gli attacchi.
Questo cavallo perde tutte le sue qualità in
condizioni di caldo intenso essendo abituato
a climi alpini.
Anglo Arabo Sardo (AAS)
È il cavallo da sella più adatto alle
discipline sportive, il risultato di
millenni d'impegno degli abitanti della
Sardegna che sono stati capaci di dare vita
a un cavallo davvero ottimo. Nei secoli i
soggetti originari dell'isola sono stati
incrociati con i cavalli greci, cartaginesi,
arabi ed andalusi. Il risultato di questi
incroci furono soggetti forti, molto vivaci,
selvaggi, sensibili e docili. Nel
quindicesimo secolo, sotto il controllo
degli Aragonesi, Ferdinando il cattolico,
che era un grande intenditore di cavalli,
aprì ad Oristano il centro di allevamento
reale e fece importare alcuni stalloni
andalusi. Dall'incrocio fra le due razze se
ne ottennero due tipi molto diversi: uno
aveva caratteristiche fisiche molto più
orientali, statura piuttosto bassa, testa
ben proporzionata e quadrata e garrese
prominente; l'altro era più tipicamente
africano, caratterizzato da una statura
maggiore. Le due varietà, però, avevano in
comune un carattere vivace e focoso, oltre
alla velocità e ad una notevole resistenza
fisica. Il cavallo anglo arabo sardo è usato
soprattutto per le corse di velocità e salto
ostacoli, ma anche per il cross country e
trekking.
Curiosità: il cavallo anglo arabo sardo ha
"creato" tutte le altre razze italiane.
Bardigiano
Le origini di provenienza di questa razza si
collocano tra l'Emilia-Romagna e la Liguria,
il nome bardigiano deriva dal nome del paese
Bardi, che si trova nella provincia di
Parma. Nel novecento veniva utilizzato per
il lavoro nelle campagne, esso infatti era
un cavallo per uso agricolo. Nacque come
cavallo da tiro ma con il progresso agrario
la sua funzione cambiò e questo causò la sua
quasi estinzione; per questo l'associazione
del cavallo Bardigiano ha voluto inserire
dell'arabo in questa razza per migliorarne
le caratteristiche e le capacità in ambito
sportivo e agonistico. Questa nuova razza
viene chiamata bardarabo.
CAITPR: cavallo agricolo italiano da tiro
pesante rapido
Il CAITPR, o semplicemente TPR, è l'unica
razza italiana da tiro pesante esistente in
Italia. Nato da una selezione effettuata
durante il Ventennio con lo scopo di
ottenere un cavallo in grado di spostare
agevolmente i pezzi d'artiglieria
dell'esercito, successivamente è stato usato
in agricoltura fino agli anni '50-'60.
Caduto in declino con la forte
meccanizzazione che è seguita nelle aziende
agricole, ha avuto una certa ripresa come
animale da carne e, ultimamente, per gli
attacchi amatoriali e sportivi.
Ventasso
Taglia imponente, indole equilibrata...
basterebbero poche parole per descrivere
questa razza che ha avuto origine tra la
Valle dei Cavalieri e il Monte Ventasso, da
cui prende il nome, in provincia di Reggio
Emilia. Nella zona la presenza di una
popolazione di cavalli con caratteristiche
molto simili a quella del Ventasso è
documentata sin dall'anno Mille ma la razza
ha continuato a vivere in semilibertà fino
all'Unità d'Italia, quando si cominciò a
utilizzare il cavallo per le battaglie. Pur
vivendo ancora oggi in semilibertà, questi
cavalli hanno un carattere molto socievole
ed equilibrato: per il cavaliere è facile
instaurare un rapporto di collaborazione.
Sono molto usati nel turismo equestre e con
loro vengono organizzate bellissime
passeggiate proprio nelle zone di origine:
un'area di ben 24 mila ettari che racchiude
un susseguirsi di splendidi paesaggi rimasti
incontaminati.
È utilizzato nelle discipline sportive.
Tuttavia, il Ventasso è anche un ottimo
compagno per il trekking e le passeggiate
all'aria aperta.
Mantello: il mantello può essere baio,
sauro, grigio e morello, mentre sono
assolutamente scartati i pezzati e i
maculati.
Cavallo Siciliano
Per Cavallo Siciliano Indigeno si intende
quel soggetto autoctono presente in Sicilia
da tempo immemorabile ma di cui si sono
persi riscontri ufficiali e per i quali sono
stati recentemente avviati "progetti di
recupero, tutela e di ricerca" in ambito
istituzionale regionale con una
sperimentazione preliminare che l'I.S.Z.S.
(Istituto Sperimentale Zootecnico per la
Sicilia) di Palermo ha avviato da circa un
biennio. Questo lavoro preliminare impostato
sin dal 2004 ma svolto dal 2005 al 2007 è
stato fatto dall'Istituto Sperimentale
Zootecnico per la Sicilia al fine di poter
rendere fattibile e concreta la
realizzazione e l'avvio del Progetto
Regionale denominato "Studio e
caratterizzazione della Popolazione Equina
Insulare Riconducibile al Gruppo Etnico del
Cavallo Siciliano Indigeno" il cui autore è
l'equinista Tiziano Bedonni.
Il Progetto fonda i suoi presupposti
sull'urgenza della tutela di quella
"Biodiversità-Equizootecnica" che
erroneamente poteva, sino a pochi anni fa,
essere ritenuta non prioritaria, ma che oggi
è divenuta un'emergenza e che tuttavia può
divenire "realtà" unicamente col procedere
delle “coscienze” e delle “conoscenze
scientifiche”, unici presupposti da cui
possono nascere
sia una nuova consapevolezza rispetto alla
valenza di una conservazione di "patrimoni
genetici" con "radici antiche", ma ancora
vivi e vitali socialmente, culturalmente,
scientificamente e perciò produttivamente e
pertanto "utilizzabili";
sia una "partecipazione effettiva" con un
coinvolgimento fattivo delle giovani
generazioni.
L'Istituto Sperimentale Zootecnico per la
Sicilia, ha provveduto a verificare
preventivamente e "a campione" sul
territorio siciliano la fattibilità del
progetto.
L'entusiasmo degli sperimentatori e la
risposta del territorio ha permesso di
ottenere soddisfacenti risultati che fanno
ben sperare sul recupero della Razza.
I punti guida principali del progetto di
recupero in atto in Sicilia sono pochi ma
chiari, precisi, essenziali. Alcuni posso
essere così sintetizzati:
Nessun soggetto potrà essere classificato
come "Cavallo Siciliano" sino a quando non
sarà raggiunta la terza generazione
certificata nell'ambito del progetto in atto
e la costituzione del Libro di Razza;
Il Cavallo Siciliano può nascere solo in
Sicilia (nessun'altra razza italiana prevede
un simile requisito per essere definita
tale);
I puledri devono essere imprintati alla
nascita e resi confidenti in termini
etologici da subito ed ammansiti ed in
seguito addestrati unicamente secondo i
dettami e le tecniche dell'Equitazione
Naturale Etologica Italiana;
Non saranno mai ferrati ma unicamente
pareggiati secondo natura e nel rispetto del
"decalogo del piede scalzo";
Non subiranno castrazione;
Sono previste rassegne annuali con prove di
modello e anche di "confidenza" sin dall'età
di 8-9 mesi post-svezzamento. Queste
rassegne rappresentano per metodo e
svolgimento una assoluta novità tecnica e
funzionale, in ambito nazionale ed
internazionale;
Alla nascita i puledri saranno monitorati,
fotografati e rilevati su apposite schede di
rilevamento morfologico-lineare e ponderale.
Si tratta di parecchie misure articolate e
complesse. Un procedimento unico ed anche
questo innovativo, poiché saranno ripetute
ogni sei mesi su tutti i soggetti del
progetto e sino al compimento del quarto o
quinto anno di età. Sarà questa l'unica
razza europea esistente monitorata
totalmente dal suo esordio;
Al termine del progetto di ricerca ed al
raggiungimento della terza generazione
documentabile sarà istituito il registro ed
il Libro Genealogico di Razza. |